MECCANO
La poesia visiva come strumento d'indagine della costruzione mentale del significato
Omaggio a Pierluigi Buglioni
Sandro Gronchi
Per orientare il lettore in questo lavoro ho deciso di rendere espliciti solo pochi punti dei presupposti su cui è incentrata questa analisi delle dinamiche mentali, basata sull’impostazione data da Silvio Ceccato nel modello attenzionale della mente, confidando così nella curiosità personale di ognuno per la scelta di approfondire o meno tali tematiche.
Riguardo all’importanza del ruolo dell’attenzione nella dinamica del processo percettivo, riporto sotto un'illustrazione[1] derivata da una importantissima ricerca diretta dallo stesso Ceccato sullo studio dei movimenti dei bulbi oculari nel processo d'osservazione di una figura, ottenuta mediante il ricorso alla cinematografia ultraveloce; vi è descritto in due momenti distinti, quali percorsi ha compiuto lo sguardo di un osservatore nell’atto di osservare una semplice figura geometrica, attraverso l'assunzione di due atteggiamenti mentali: quello di cronaca e quello estetico
Osservazione di un cerchio in atteggiamento di cronaca:
Osservazione di un cerchio in atteggiamento estetico

Diviene evidente la stretta relazione tra occhio, attenzione e pensiero.
È possibile verificare, attraverso l’esempio che segue, la possibilità di “categorizzare” in diversi modi (a seconda del nostro operare mentale) una qualsiasi stimolazione sensoriale:
provate ad osservare e descrivere il tracciato riportato sotto
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basta riferirvisi come lettera “O”, o diversamente come “cerchio”, per constatare le differenti dinamiche che andiamo ad innescare: quando il tracciato viene assunto come “O”, lettera alfabetica, la nostra attenzione vi si applica per un tempo relativamente breve, per poi staccarvisi subito passando al costrutto categoriale della lettera “O”; contrariamente, quando assunto come “cerchio”, l’attenzione una volta applicata vi sosta più a lungo, infatti passando al costrutto categoriale della parola “cerchio” questi rimangono mentalmente compresenti.
A questo punto è possibile iniziare a capire come le operazioni attenzionali, costitutive dell'attività categoriale, determinino le nostre percezioni.
Il processo categoriale (articolazione dell’attività mnemonico-attenzionale) guida l'elaborazione dell'informazione andando a costituire atteggiamenti mentali, attraverso i quali orientiamo il nostro modo di pensare.
Il "nucleo generativo" dell'immagine che viene a crearsi a livello mentale, quando pensiamo o nominiamo una cosa, è chiamato "struttura costitutiva"; essa è generata dalle dinamiche dell'attenzione ed è alla base della costruzione categoriale: è una rappresentazione mentale schematica, che va a sovrapporsi alla stimolazione derivata dagli organi sensoriali, come un feedback, durante la costruzione della nostra percezione.
E’ basandomi su questa potenziale ricchezza delle operazioni mentali che ho deciso di sperimentare un’interpretazione in chiave poetico visiva dell’opera di Buglioni, come stimolo ad ulteriori riflessioni su questo tema.
Come facilitare un’indagine di questo tipo, attraverso la realizzazione di un’opera d’arte?
Nasce “MECCANO”.
Sin da un primo sommario sguardo alle opere presentatemi da Pierluigi Buglioni, ho pensato a quei lavori come al risultato di una ricerca di origine costruttivista; la semplicità degli elementi utilizzati e la loro complessità compositiva, ha richiamato in me l’articolazione di segni alfabetici, pur mantenendo ben distinta la componente intenzionale dell’autore.
Da qui lo stimolo ad investigare su questo labile confine: come opero mentalmente quando osservo questi tracciati come composizione geometrica, e quando li osservo come lettere e caratteri tipografici?
Una parte della risposta, se pur poco esauriente, ho cercato di darla attraverso questa manciata di righe, le quali introducono alla seconda fase della mia ricerca, dove mi sono proposto di realizzare una rivisitazione dell’opera di Buglioni per costruire un elaborato che potesse stimolare maggiormente questo tipo di analisi.
Le modalità attraverso cui ho approcciato alla progettazione di “MECCANO” ricorda forse molto lo stile dell’ “arte programmata”, infatti già dal titolo, in qualche modo, ho voluto sottolinearne il carattere costruttivista: il meccano (nome derivato dal motto “Mechanics Made Easy”), è lo storico gioco “di costruzione” inventato, nel 1898, dall'inglese Franck Hornby.
Osservando le figure geometriche che compongono queste opere di Buglioni, è possibile categorizzare alcune configurazioni come lettere alfabetiche; da questa considerazione sono partito per stilare un elenco dei grafemi che potevano essere ricostruiti dall’osservazione di quegli elementi: DCEAUMNOSQ.
Successivamente ho composto un elenco di parole utilizzando le lettere precedentemente strutturate: “meccano” è stata scelta tra le possibili.
L’elaborato finale è un’opera digitale di Poesia Visiva, in formato Flash, ed è scaricabile sul proprio PC cliccando sulla parola MECCANO sopra riportata.
Un invito a sperimentare le vostre dinamiche attenzionali nell’atto della costruzione mentale del significato.
Buon divertimento.